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Le emozioni sono alla base della vita dell’uomo. Attraverso esse impariamo, ci difendiamo, stabiliamo rapporti con gli altri esseri umani.

 Il corpo reagisce a quello che stiamo provando.  Quando proviamo un’emozione forte la nostra postura cambia. Conseguentemente al nostro sentire si avvia un processo di secrezione ormonale e, contemporaneamente, si attivano determinati gruppi muscolari. Se, cessato lo stimolo, non riportiamo lo stato di tono generale ad un livello basale, di non eccessiva contrazione, con il tempo assumeremo un atteggiamento posturale afisiologico. La postura di un individuo è la risultante di posizioni tenute nel tempo ed emozioni/traumi vissuti.

ESEMPIO

Sono in ufficio, davanti al pc. Già questa posizione protratta mediamente sei, sette, otto ore, porta ad un adattamento del corpo non proprio naturale. Infatti, non siamo fatti per stare seduti su una sedia. La fisiologia articolare insegna che quando siamo seduti sulla sedia il carico a livello delle vertebre lombari è maggiore (circa il 40% in più) rispetto a quando siamo in posizione eretta. Protrarre quindi questa posizione statica non può che “usurare” i dischi intervertebrali. I dischi intervertebrali, infatti, non riceveranno i nutrimenti necessari per svolgere la loro funzione ammortizzatrice. Partendo da questa posizione irrigidita, supponiamo che, durante l’orario lavorativo, succeda qualcosa di sgradevole (il capo ufficio viene da me e mi accusa di non aver fatto bene il mio lavoro o che dovrò lavorare anche nel week end per una scadenza urgente). Proverò immediatamente una sensazione di impotenza e di frustrazione.      

 Questa sensazione potrà causarmi dolore o rabbia. Il corpo esprimerà con la contrazione muscolare queste emozioni irrigidendo, per esempio, il tratto cervicale, le spalle, la zona lombare. Vi rivedete in questo? Queste tenute di difesa sono fisiologiche nel momento in cui succede qualcosa di pericoloso o di sgradevole e servono proprio a difenderci, a proteggerci. Passato l’evento stressante, però, dovremmo rilassare il corpo e toglierci questi pesi di dosso. Spesso non riusciamo a scrollarci l’accaduto e ci portiamo dietro tutte le tensioni, gli stress, le brutte notizie o i brutti accadimenti che abbiamo accumulato nella nostra vita. La postura personale o i sintomi sono l’espressione, quindi, di tutte queste attivazioni involontarie tenute nel tempo.

ESSERE EDUCATI AD OGNI COSTO

La società moderna ha imposto con il tempo delle regole comportamentali che includono il self control come base per il buono e quieto vivere. Non esprimere le emozioni che proviamo causa un accumulo di tensione e conduce, come si suole dire, ad ingoiare bocconi amari. Nel momento in cui ingoio bocconi l’organismo comincia una fase digestiva anche se in pratica non ho ingerito alcun alimento solido. Verrà quindi prodotta più bile per la digestione. Tutto ciò non vuole dire che dovremmo liberamente e senza limitazioni esprimere tutto quello che ci passa per la testa ma che, uno “sfogo sano ed educato”, libera tutta quella energia inespressa accumulata che appesantisce l’organismo. Attraverso la scrittura, per esempio, è possibile far defluire e decantare la rabbia provata e/o accumulata.

Se cerchi una mano che ti aiuti nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio.

Confucio

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